2005 - Gianni Fucci

Artigianato Vivo Gianni FucciSi narra, in un racconto di Tonino Guerra, che in un paesino di montagna c’era una campana che suonava senza che ci fosse nessuno che tirasse la corda. Era d’agosto e la gente accorreva da tutte le parti ... Certamente il fenomeno non è così clamoroso come quello narrato nel Barone Rampante di calviniana memoria, in cui si vedeva il Barone volteggiare da un albero all’altro a testa in giù e il giardino capovolto diventava una foresta di un altro mondo.

Non è così clamoroso, ma sicuramente più magico; anche se non è stato il suono di una miracolosa campana a farmi scoprire Cison di Valmarino. Tuttavia io vi giunsi in agosto; tuttavia rimasi stupefatto e meravigliato di questo incontro per molti versi imprevisto seppure straordinario.

Mi colpì l’accoglienza squisita e l’impareggiabile cordialità della gente del posto, la gentilezza e il garbo dei nostri ospiti, oltre naturalmente all’aspetto così invitante di questo gaio e delizioso paesino di collina immerso nei suggestivi verdi dei suoi boschi e dei suoi prati. Ho negli occhi e nel cuore questo mitico logos cui la struggente empatia consente al grande poeta Andrea Zanzotto di dedicare versi straordinariamente congrui in quel suo, seppur criptico, Galateo in Bosco.

Qui la storia, succube di un paesaggio che invano ha cercato di stravolgere, disseminando i suoi sentieri di ossari, torna gratificante nel ricordo di una vita silvico-pastorale, nell’abbondanza di acque che alimentando mulini, magli, segherie, determinavano il sorgere di innumeri tipologie di arti minori che vanno sotto la definizione generica di artigianato: sono i mugnai, i tintori, i casari, i bottai, i conciapelli, i fabbri ... ecc.

L’emozione di un incontro Oggi, Artigianato Vivo, rassegna che si ripete ormai da cinque lustri, ripropone nel segno di un ritorno alle antiche consuetudini, la rivalutazione di quelle che un tempo, furono fruttuose attività delle genti di questi luoghi, non trascurandone l’aspetto ludico che gli appuntamenti “fieristici” hanno da sempre avuto. Al di là di ogni considerazione socio-antropologica, il “viandante” (ma oggi sarebbe forse meglio dire “il turista”), avverte l’emozione di trovarsi in un ambiente in cui si riscontra ancora una vitalità entusiasta e gioconda che rammemora e ripropone in forme moderne ciò che sono state in passato, orgoglio di queste genti, le pittoresche e varie attività artigianali. Ed ecco che sulle numerose agghindate bancarelle sparse per il paese, tornano a riverbarsi sobrie virtù di antichi maestri, che le esigenze di una società profondamente mutata non ha completamente cancellato, ma ha trasmutato in nuovi modelli di vita in cui la primaria esigenza di socializzazione mediante l’interscambio dei prodotti, diviene anche pretesto di veri e propri incontri culturali: esposizioni d’arte contemporanea, svolgimenti di spettacoli teatrali, musica d’ogni tipo (classica, moderna, popolare), incontri letterari.

E, con un po’ di civetteria, aggiungo che fu proprio in occasione di un incontro letterario che mi vide partecipe assieme a Gian Mario Villalta, Luciano Cecchinel e Nico Naldini a una tavola rotonda fra poeti dialettali il 14 agosto 2004, che io ebbi l’opportunità di scoprire questo delizioso paese. Per tutto ciò, Cison di Valmarino si è conquistato una solida fama e il prestigio che questo Paese sicuramente si merita.

Santarcangelo di Romagna, 6 giugno 2005
Gianni Fucci

 

Condividi questa pagina

Newsletter

Sottoscrivi la nostra Newsletter per essere sempre aggiornato sulle nostre iniziative e novità.

Vai in cima