2006 - Quando Cison si trasforma…di Alfonso Munno e Roberto Fiorin

Durante la settimana di Ferragosto, Cison si trasforma, e rinnova il suo fascino. Si sciolgono i dubbi e le perplessità di chi, per mesi, lavora a preparare questi eventi. Anche chi ne è meno coinvolto plaude in cuor suo al successo, alla nuova luce che invade strade, portici, cortili, sentieri e stalle altrimenti vuote e abbandonate… In quei giorni si percepisce l'orgoglio di abitare a Cison.

Ventisei anni fa, quando iniziò la storia chiamata "Artigianato Vivo", era un tempo in cui si temeva malinconicamente il futuro, ricercando le proprie radici nel passato. Si accarezzava l'idea di recuperare tutto ciò che stava scomparendo: i vecchi mestieri, gli oggetti che nascevano con pazienza lenta, a volte meravigliosamente estenuante, personaggi antichi che diventavano motivo ed oggetto di ammirata sorpresa…
Erano questi gli obiettivi di allora: rivalutare l'artigianato, la manualità e la creatività di chi un tempo altro non aveva se non la propria storia e la propria intelligenza per costruire. Pian piano si rese fruibile un intero paese, con i suoi spazi e i suoi segreti. Fin dai primi anni si volevano trasformare i locali che ci ospitavano (ex cantine Brandolini) in laboratori permanenti che dessero più pregnanza e solidità ai progetti e alla creatività manuale… l'ambizione idealista si vide per lungo tempo sconfitta ed è solo dopo quasi un trentennio che un barlume di speranza forse si affaccia oggi…

Si sviluppò un enorme lavoro di volontariato che, caparbiamente e sotto varie forme, perdura… E il modello di Cison, con le sue balle di paglia, con i trucioli di chi raschiava sedie e botti, con le stalle riaperte, con le iniziative di cornice musicale, teatrale e culturale, fu il precursore di tanti altri progetti che hanno visto la luce negli anni successivi. Ventisei anni fa a Cison c'è stata una scintilla che cercava di salvare il tempo: restituiva vita e visibilità a movenze antiche di un artigianato che attingeva forza dalla necessità di sopravvivenza e dal quotidiano, lento e sofferente trascorrere dei giorni. Ma così come Cison si trasforma, anche l'artigianato si è trasformato pur lasciando una base di valori intatta: oggi come ieri la bellezza dell'opera svela il valore dell'umanità; dà forma e colore al genio creativo che è in ogni uomo ed è fatto a immagine della più alta Spiritualità.

L'artigiano si pone oggi in quel rapporto particolare tra l'oggetto e la persona, tra la persona e la sua abitazione. E' un rapporto che vuol essere significante di sé e che dà quindi una vera e propria anima a ciò che esce dalle sue mani. A Cison la creatività costituisce ancora questo straordinario canale per suscitare saperi, stupore, emozione, desiderio di bellezza. Che questa ricchezza rimanga ad eredità delle nuove generazioni.

Alfonso Munno e Roberto Fiorin
(artigiani e cisonesi)

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