2012 - Sabrina Donadel

Attraverso le mani, verso noi stessi.

Il mio legame con Cison di Valmarino risale alla mia infanzia quando da Pieve di Soligo, dove sono nata e cresciuta, si partiva per le passeggiate tra i boschi delle Prealpi trevigiane. Stretto è anche il mio legame con Artigianato Vivo perché è qui che ho mosso i primi passi nel giornalismo, raccontando ogni gesto degli artigiani che si riuniscono in questo borgo ogni anno.

Erano i primi anni '90 quando Artigianato Vivo cominciava ad affermarsi come punto di riferimento tra le tante manifestazioni organizzate nella provincia di Treviso durante il periodo estivo. Di lì a poco io mi sarei trasferita a Milano per raccontare altre storie e altri eventi di respiro nazionale e internazionale e Artigianato Vivo sarebbe continuato a crescere, diventando l’appuntamento di successo che è oggi. Un’emozione ritrovarsi qui e comprendere che il susseguirsi negli anni di così tanti volontari ha consentito tutto ciò. Un’intera comunità dedita al proprio paese: un esempio di che cosa sia capace la volontà.

Trentadue anni di celebrazione della creatività espressa attraverso il sapiente lavoro manuale spesso tramandato di generazione in generazione, talvolta invece frutto di genio proprio, dove genio sta per “persona dotata di forte fantasia e forte capacità di concretizzazione”, in una parola “artigiano”.

E quando accade che il lavoro per produrre ricchezza, lo studio per produrre conoscenza e il gioco per produrre benessere sfumino l’uno nell’altro come colori nella stessa tavolozza, si compie il miracolo dell’atto e del prodotto creativo. Il lavoratore spesso dimentica il tempo che passa nell’atto creativo perché in esso si riuniscono e si vivificano le dimensioni e i valori fondamentali della nostra vita: l’etica, l’estetica, la responsabilità, l’elogio della differenza e della memoria, il dovere della solidarietà, il piacere della conversazione e al tempo stesso della contemplazione, l’uso dell’intelligenza, la qualità della vita.

Noi, quando abbiamo il privilegio di osservare da vicino questo processo, come accade ad agosto a Cison di Valmarino, e di toccare con mano le piccole, grandi opere degli artigiani, questo vissuto, questo bagaglio di valori ci viene trasferito immediatamente e, anche se non sempre ne siamo consapevoli, non possiamo che rimanerne affascinati, perché tanto può la bellezza del ritorno alla nostra essenza. Questo ha ancora più significato oggi, in un mondo globalizzato in piena crisi di sistema dove vediamo disgregarsi molti dei miti che ci hanno accompagnato fin qui.

La riduzione necessaria dei consumi ci sta stimolando a orientare meglio i nostri consumi e ci invita alla semplicità, al cibo “fatto in casa”, al recupero di abiti e oggetti dimenticati ma utili, alla qualità più che alla quantità, al rispetto per la terra che ci nutre, ai rapporti umani autentici basati sulle affinità più che sugli interessi, ad amare di più le nostre case, i nostri borghi e le nostre piazze dove ritornare a godere dei nostri monumenti e delle nostre amicizie.

Una passeggiata lungo le vie, nei cortili delle case di Cison di Valmarino durante Artigianato Vivo è un’esperienza che ci riconcilia con noi stessi.

Sabrina Donadel

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