2016 - Paolo Crepet e Monsignor Venanzio Buosi

Paolo Crepet a Artigianato VIso “Carissimi, è per me un vero piacere ricordare la mia visita presso la vostra magnifica manifestazione. Ricordo in particolare la bellezza del borgo inondato dalla gente che girava tra le botteghe artigiane e trattorie. Una serata molto "calda" e divertente, spero di avere occasione di tornarci presto"

Paolo Crepet


Quando nel lontano 1966 sono arrivato a Cison in veste di parroco, Artigianato Vivo non esisteva.
Tutti mi parlavano degli anni d’oro, gli anni trenta in cui il paese aveva avuto un grande slancio sotto la spinta illuminata di un cisonese, Remo Dolce. L’atmosfera era un misto di nostalgia per quegli anni e di voglia di fare.

La gente rispondeva alla grande, tanto che alle riunioni nelle sale quasi neanche ci si stava! Ad agosto era tradizione far festa, in onore della Madonna Assunta. Niente di che, tante volte erano quattro tavole attorno alla fontana della piazza, per mangiare e bere in compagnia.

Con il tempo si è arrivati ad una festa più organizzata e strutturata, il “ferragosto cisonese”. Per Cison sono stati gli anni dei “club” e di “Cison muore”, tutti indicatori della voglia dei giovani di rimboccarsi le maniche per rivitalizzare il paese. Proprio per merito di due di questi giovani, Alfonso Munno e Roberto Fiorin, nel 1980 sotto il portico in piazza è nata la prima edizione di Artigianato Vivo, destinata poi a diventare una delle fiere più importanti di tutto il Veneto.

Adesso, dopo 36 anni tutti magnificano “Artigianato Vivo”, ma il momento è delicato, perché quando si sale tanto è poi difficile rimanere in vetta. Con il passare degli anni l’entusiasmo può affievolirsi e la tentazione di incrociare le braccia farsi largo. Mio padre, artigiano calzolaio, da bambino mi metteva in bottega a raddrizzare i chiodi che poi venivano riutilizzati per aggiustare le scarpe. A volte battevo con il martello sulle dita e la voglia di scappar via mi assaliva.

Mio padre puntualmente mi riprendeva dicendomi “Se continui a battere impari a camminare ed insegni anche agli altri a farlo”. Ecco, pensando a mio padre mi rivolgo ai cisonesi: la tentazione di mollare ci può essere, però così facendo non si impara a camminare e soprattutto non si aiuta il paese a camminare, un paese Cison che proprio grazie al volontariato e all’Artigianato Vivo di strada ne ha fatta tanta.

Monsignor Venanzio Buosi 

 

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