Presentazione
Il sapere delle mani
31ª edizione mostra Artigianato Vivo
L’artigianato è più attuale che mai. In un momento di grandi sconvolgimenti, di importanti cambiamenti e continue innovazioni tecnologiche, l’intelligenza creativa di quanti producono manufatti di qualità caratterizza un territorio. È una marcia in più per la competitività della Marca Trevigiana, merito di coloro che tramandano tradizioni capaci di rinnovare nella modernità i valori di una cultura del lavoro che ha fatto grande l’Italia.
La 31ª edizione di Artigianato Vivo è la testimonianza di questa grande cultura del fare e della volontà di valorizzare le specificità artigianali che sono il vanto e la ricchezza della nostra terra. È la dimostrazione della vitalità e della capacità di molti artisti eredi di una illustre tradizione. La tutela della creatività, dell’arte del fare, dell’educazione al bello devono essere un obiettivo a cui tendono le istituzioni e gli enti, poiché sono sinonimo di appartenenza ad una collettività ricca di storia.
Se è indispensabile tutelare la trasmissione del sapere per preservare la memoria storica e il nostro patrimonio, a maggior ragione è necessario offrire occasioni di visibilità a quest’arte fatta di tradizione ma anche arricchita e innovata da originali e moderne interpretazioni.
A queste attività è necessario dare spazio, occorre consentire che vengano insegnate, diffuse, riconosciute affinché anche le aspirazioni occupazionali dei giovani possano essere soddisfatte da una più attenta considerazione e valorizzazione delle potenzialità offerte dall’artigianato.
Un modello di lavoro che fonda le radici nella tradizione ma è all’avanguardia sui mercati internazionali con produzioni di elevato contenuto tecnologico.
Quando si visitano mostre come Artigianato Vivo si capisce che la parola artigiano non a caso è costruita con la parola “arte”, che il confine tra artistico e arte è un confine molto esile. Qualche volta la sola differenza individuabile è che l’oggetto creato dal maestro artigiano non è solo l’opera di cui si ammira l’estetica, ma ha una sua precisa funzione: un mobile, un vaso, un oggetto d’uso.
La mostra rivendica il primato della manualità che è in grado di realizzare il prodotto unico e irripetibile, rappresentativo di tante realtà culturali, indicatore della qualità della vita. Fare l’artigiano è un mestiere che non si impara solo a scuola: la formazione avviene anche sul campo mediante l’osservazione diretta dei maestri che lavorando un materiale povero lo arricchiscono di una secolare tradizione che, nelle botteghe artigiane viene perpetuata e giorno per giorno rinnovata.
È guardando al passato che, quasi sempre, si trova memoria di ciò che siamo e il coraggio di affrontare le sfide che il futuro ci propone. Un passo indietro per progettare il proprio presente, per crescere, affinare le proprie conoscenze, acquisire abilità per affrontare e vincere la battaglia quotidiana della vita.
Mario Pozza
Presidente Confartigianato Marca Trevigiana









