Antiche Cantine Brandolini

La Proloco di Cison di Valmarino, può vantarsi con legittimo orgoglio di aver acquistato e con l’aiuto degli Enti restaurato le Antiche cantine Brandolini, riportando agli antichi splendori un autentico gioiello architettonico.

E’ importante capire i motivi che hanno portato ad intraprendere una decisione così impegnativa ed importante.

Nel 2005 la Proloco di Cison organizzava e gestiva ormai da parecchi anni una Mostra dell’Artigianato che incontrava il gradimento di un pubblico proveniente da tutto il Veneto e anche da fuori Regione. Un evento di dimensioni colossali, che costituiva una vetrina eccezionale per Cison. Paradossalmente con l’aumentare del successo della manifestazione, cresceva il problema degli spazi, poiché molti privati acquistavano e restauravano case, stalle e “porteghi”, restituendoli all’antico splendore, ma spesso sottraendoli alla disponibilità ad ospitare gli artigiani. Addirittura un’intera area, conosciuta da tutti come” Cortivo del Mazarol”, veniva persa per questo motivo. Alla lunga, questa situazione poteva mettere a rischio l’esistenza stessa della mostra. Così La Proloco, rappresentata all’epoca dal presidente Giuseppe Favalessa e dal suo consiglio, pensò di trovare e acquisire una area che potesse diventare al tempo stesso la sede per la Proloco e i suoi volontari e lo spazio per ospitare un numero consistente di artigiani. In accordo con l’amministrazione comunale venne individuato l’unico stabile che per posizione (in pieno centro storico, inserito perfettamente nel percorso della Mostra) aveva tutti i requisiti richiesti, appunto le Antiche Cantine Brandolini, che all’epoca versavano in uno stato di pericolosa decadenza.

L’idea risultò geniale, infatti, la Pro Loco acquistando e restaurando le cantine, non solo risolse i problemi della Mostra, ma restituì ai Cisonesi un pezzo della loro storia.

Questo complesso edilizio, situato nel cuore di Cison, arricchisce la secolare memoria storica di una realtà feudale antica, che ha impresso in maniera tangibile la vita politica sociale ed economica di un intero territorio. La struttura compositiva dell’intero impianto edilizio ha subito una serie di modificazioni nel corso dei secoli. Il fabbricato nelle sue linee originali, viene riportato per la prima volta su una tavola disegnata del XV secolo, questo dato è di notevole interesse storiografico, infatti attesta che il luogo era particolarmente noto e considerato importante per la vita del paese. Eretto dalla famiglia Brandolini, venne destinato in una prima fase a scuderia, e solo successivamente riadattato alla produzione vinicola e alla conservazione di prodotti agricoli (inizialmente veniva chiamato “Il Maso di Cison”).Le informazioni riportate nei cartigli catastali del catasto Napoleonico del 1812 e austriaco del 1842 testimoniano che lo stabile in questione già all’epoca aveva le caratteristiche compositive e le dimensioni odierne. Difatti lo sviluppo della viticoltura nell’area collinare-pedemontana avvenne precocemente, questo per la forte domanda proveniente da Venezia e da tutto il territorio veneto. Pertanto già dal Quattrocento la Valmareno e la fascia collinare dell’alta trevigiana si specializzarono nella coltivazione della vite e nella produzione vinicola (ed è questo un fatto curioso, vista l’importanza che ancora oggi ha nella nostra economia il vino a dispetto dei secoli che passano...).

Ma tornando all’attualità, la cosa più interessante da sottolineare è il gioco di sinergie che si è venuto a creare tra volontariato ed istituzioni, un vero modello da imitare. La Pro loco acquista le cantine, l’amministrazione comunale supporta l’operazione e fa’ da tramite con la Regione Veneto per ottenere i finanziamenti necessari al restauro in un eccezionale gioco di squadra in cui tutti fanno molto bene la loro parte. Il restauro iniziato il 01/08/2006 è stato ultimato il 18.07.2007 (altro record…)

Dalla Regione Veneto sono stati ottenuti 2 finanziamenti, il primo di euro 269.319,99 (L.R. 2002) per il recupero delle facciate, il secondo di Euro 740.000,00 (delibera CIPE 35/2005)per il recupero degli elementi strutturali e la realizzazione degli impianti. Và sottolineato il coraggio e la lungimiranza della Proloco, che non costruisce un ennesimo capannone, ma contribuisce (indebitandosi) al recupero e all’abbellimento del Paese e mostra a tutti i suoi volontari dove finiscono i soldi di tante ore di lavoro gratuito.

Altro dato interessante è costituito dal fatto che la Pro Loco mette a disposizione gratuitamente a tutte le associazioni del territorio le Antiche Cantine, e questo contribuisce ulteriormente allo sviluppo culturale e turistico di Cison. Un piccolo miracolo cisonese che porta ogni anno trecentomila persone a visitare il nostro borgo e che fa dire con orgoglio a tutti i volontari che danno una mano anche semplicemente vendendo un’ombra di vino, “al Restauro delle cantine Brandolini ho contribuito anche io”.