1987 - Gli organizzatori

Ormai alla sua VII° edizione, si è già affermata come un appuntamento tradizionale, con una sua singolare originalità e una qualificata fisionomia. Semplice il suo segreto e il suo fascino: mettere a contatto diretto gli artigiani con i visitatori, i facitori con i fornitori, si potrebbe quasi dire – se la formula non risultasse riproduttiva e offensiva – il produttore con il consumatore. “Produttore”, sì, ma nel senso di creatore: di chi sogna, inventa, partorisce un’opera, cavando il meglio di sé, dalla sua fantasia al suo sudore, perché questi è l’artigianato, che impasta la materia con i sogni e la lievitare in un oggetto… “Consumatore” ,sì, ma non all’insegna dispregiativa del consumo più corrivo, ma nel senso di chi ha ancora nostalgia del bello, di chi non si sente appagato dai lavori anonimj prodotti in serie, e quindi proprio nell’artigianato ricerca e trova la risonanza di gusti antichi e pur attuali, la rispondenza tra le proprie aspirazioni e desideri e l’oggetto materializzato: in questo senso il “consumatore” non è per nulla un volgare compratore e accumulatore di oggetti . piuttosto è un ispiratore di gusti e di formule, un collaboratore che offre continuamente preziosi stimoli e suggestioni allo stesso artigianato che opera; ed è proprio in questa felice complicità che si concepiscono e si partoriscono le opere più belle: da questa emulazione di aspirazioni e realizzazioni.

Qui non ci sono oggetti freddi e inanimati da passare in rassegna: c’è un incontro fecondo tra artigiani e visitatori , anzi, si potrebbe dire che viene portato a galla quell’artigiano bramoso di bellezza che si nasconde in ciascuno dii noi, spesso sconosciuto e represso. Perché non recuperare allora, almeno in qualche occasione, queste ricchezze e queste potenzialità, che per lo più teniamo nascoste e umiliate? Non è con l’acquisto a suon di moneta corrente che si diventa “padroni” di un’ opera d’arte: ci si appropria del bello solo in quanto lo si sa apprezzare e se ne sa godere interiormente.

Per questo, è più facile sborsare un assegno ed esporre poi in salotto l’oggetto acquistato, che non saperlo comprendere e commuoversene. Per arrivare a questo c’è bisogno di tutta una educazione, di un affinamento di gusti e di sensibilità, quasi un’opera di iniziazione: a questo - in fondo – vuole contribuire la mostra dell’Artigianato Vivo di Cison: un’occasione di incontro con ciò che è bello, un aiuto a distinguerlo e a comprenderlo in tutte le sue manifestazioni e in tutte le sue fasi di evoluzione e di crescita.

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