1992 - Giovanni Pagotto

Sono arrivato a Cison, per la prima volta nel 1943. Ricordo un paese di pietra tra montagne incombenti, quasi compreso tra boschi e il dominio del Castello. Percorrendo come adesso il calzolaio con la finestra opaca che dava sulla strada, il bottaio di Campomolino che lavorava in strada davanti alla sua scura bottega, ricordo un mondo di stenti e di relativa tranquillità. Me ne sono poi allontanato per le vicende della mia vita e, oggi che torno in questo paese che amo, tutto ciò che non esiste più.

Tutto è cambiato. Sono cambiate soprattutto le speranze che albergano nei giovani, ormai pendolari a lavorare lontano da Cison e dalla Vallata. Molti se ne sono andati per sempre, tornano villeggianti, forse soltanto per respirare con gli occhi del cuore immagini vive del tempo andato.

E’ dunque con gioia, quasi con trepidazione, che ci ama questo paese o quella vita vedrà la MOSTRA DELL’ ARTIGIANATO VIVO che, dipanandola per l’intero abitato, la Pro Loco allestisce anche quest’ anno con l’intento di ricordare come si viveva e si produceva un tempo. Vecchie foto trascolorate ricordano volti ancora noti e la ricostruzione delle attività artigianali sottolinea la distanza dell’oggi da quel tempo.

La MOSTRA DELL’ ARTIGIANATO VIVO un momento di meditazione su di un mondo evanescente ai limiti dell’orizzonte della memoria, eppur ben vivo dentro di noi; un momento di incoraggiamento, dia iuto a chi ora si dibatte in una vita di migliori possibilità ma con le stesse angustie, come quel tempo.

La vita si rinnova ma rimane sempre sé stessa, l’andare avanti è sempre un peso: il ricordo del tempo che fu potrà renderlo più lieve.

Giovanni Pagotto

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