1993 - Michele Potocnik

A due passi dal Veneto febbrile delle pianure, dalle faraoniche autostrade e delle infinite periferie, potete abbandonare la corazza dell’indifferenza quotidiana e lasciarvi prendere il cuore. Un intero paese riesce ancora a stupire, a risvegliare e a colpire le corde intorpidite della storia e della cultura; il terzo termine, la natura è ancora una presenza prorompente intorno a Cison, è quella materia prima che forgiano gli artigiani, è il caldo abbraccio di portici, mura, selciati e poggioli di pietra e di legno.

Percorrere il centro storico è una vera e propria esperienza culturale, libera di cogliere le più diverse suggestioni: niente di esotico, di patinato e di “esclusivo”, ma al contrario domestico, famigliare eppure contemporaneo, perché reso attuale dalla stringente necessità di riappropriarsi della nostra identità più vera, quella della manualità e dell’ingegno creativo.

La forza dell’idea di Cison di Valmarino sta in questo, nel trasformare vie, spazi ed edifici del centro storico in un laboratorio vivo, dove gli oggetti si sbozzano, si spalmano, si rifiniscono delle mani abili degli artigiani; ognuno segue un suo diverso processo creativo che scorre davanti ai vostri occhi come gli angoli, i balconi, i vicoli del borgo di S. Francesco e continua nella corte accogliente del “Mazarol” per proseguire lungo la via di S. Vito, dalle molteplici vedute sui monti e sul Rujo. E ancora dopo la rustica semplicità delle case strette le une alle altre, la piazza si apre con l’austera monumentalità dei palazzi e con la Chiesa dalla rara doppia facciata; da qui andando verso piazza Prato il rapporto con la storia ridiventa perponderante con l’imponente profilo del Castello Brandolini, ma ritorna subito il calore della tradizione sotto le foglie degli ippocastani e sull’aia della grande casa rossa.

E’ un’ immersione totale nel senso profondo delle cose, che ci prende, ci emoziona e ci fa sentire a casa e contemporaneamente nel mondo, tra gli amici della comunità di Cison, così affiatati, così schietti e così impegnati verso un nuovo progetto di umanità: il recupero dell’identità storica, fatta di modi di costruire e di produrre qualità nel lavoro, nell’abitare, per riavvicinarsi in modo attuale e cosciente ai valori della natura e della cultura.

Architetto Michele Potocnik
Vicepresidente Regionale di Italia Nostra

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