1994 - Prof. Danilo Gasparini

Le radici del passato per progettare il futuro

Se potessimo, in un immaginario viaggio a ritroso nel tempo, calarci a Cison nei secoli passati e girare curiosi e attenti per cortili e strade, salire l’erta che conduce al castello, attivissimo e continuo cantiere, osservare dall’alto scendere e costeggiare magari il Ruio, ci colpirebbe il trafficato via vai di contadini e di artigiani, ( marangoni, mureri, taiapiera, tessari, faveri ), l’animato vociare che proviene dalla Loggia, sede della cancelleria, il rumore assordante dei magli e dei folloni da lana lungo il Ruio, lo scroscio dell’ acqua provocato dalle numerose ruote che azionano le macine dei mulini. Cison, capoluogo politico – amministrativo di quella che fu per secoli la Contea di Valmareno, feudo dei conti Brandolini, rivendica giustamente questo passato che ha segnato profondamente il testo urbano e sociale, per secoli.

E in nome anche di questo passato, nutrita di questo spessore storico, prende avvio la quattordicesima rassegna dell’ Artigianato Vivo. Quello che agli inizi poteva essere e connotarsi come una meritoria e importante opera di salvaguardia di un patrimonio di mestieri e di cultura del lavoro che si andava perdendo, si è caricata nel corso del tempo di altri e importanti significati e valori, che sono allo stesso tempo culturali e sociali. Culturali innanzi tutto, proprie dei mestieri ma anche per le numerose e importanti iniziative e manifestazioni, musicali e artistiche ma non solo, che accompagnano e affiancano la rassegna, sempre più mirate, più coinvolgenti; sociali perché aver potato fuori la Rassegna, l’averla fatta uscire da una sede affascinate e suggestiva ma che in qualche modo la ingessava, ha permesso di ridare vita e senso a strade, cortivi, piazze, borghi, case e portici che così riacquistato , almeno per alcuni giorni, quel colore e quei rumori che hanno scandito per secoli la vita, riappropriandosi di funzioni perdute e abbandonate.

Ma non solo questo; quest’ anno la rassegna veicola e trasmette altri messaggi, valori densi, in una congiuntura che tutti sappiamo essere difficile, allo stesso tempo di recensione e di transizione che ci obbliga ad una preoccupata attenzione. Da parte c’è l’indicazione di possibili percorsi alternativi di lavoro, qualificato, culturalmente pregno, innovativo e motivante attorno a mestieri che si vuole giustamente salvaguardare e proporre come reali e concrete possibilità da avvolgere. Dall’altra la Rassegna vuole avere una precisa connotazione solidaristica e sociale: l’artigiano come prezioso e indovinato strumento di integrazione e valorizzazione degli strati deboli o emarginati della società; il lavoro quindi come momento importante di integrazione, di riscatto, di crescita, di voglia di esserci e di contribuire alla comune crescita.

E’ tale il patrimonio umano e culturale acquisito in questi anni che è giusto che Cison diventi veramente un laboratorio permanente in cui i mestieri vengono proposti ed esaltati nei loro valori. A chi di dovere la responsabilità delle scelte.

Prof. Danilo Gasparini

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