2001 - Aldo Toffoli

Il paese, le strade

Cison di Valmarino torna ad invitarci alla sua Rassegna “Artigianato Vivo”, giunta alla XXI edizione.
Un invito ad ammirare, prima di tutto.

Ad ammirare il paese, in questa sua aggregazione ordinata e severa, spontanea e razionale insieme, di case e viuzze e piazzette, lungo la vena aorta del Rujo: forma paese capace di evocare secoli di storia e di indicare in essa una linea di fierezza dignitosa, di una comunità che si è formata in vista del Castello,ma mai all’ombra di esso, suddita per secoli, mai serva.
Ad ammirare per le strade, nelle piazze, sotto i porteghi, nei cortivi, le cento forme in cui l’arte di oggi, sulle tracce dell’arte di ieri, sa farsi spettacolo: di suoni, di canti, di gesti,di parole o anche solo di perizia creativa, onde le mani inventano gli oggetti di cui gli uomini si servono per il loro vivere quotidiano.

Frutto di un’ intuizione intelligente e assecondata negli anni con passione e tenacia dai suoi organizzatori, la Rassegna “Artigianato Vivo” è venuta crescendo anche per sua forza spontanea, come appuntamento atteso e ambito di operatori provenienti da ogni parte d’Italia, a vivere insieme giorni di lavori festoso e convinto, a confrontare arte con arte, manufatto con manufatto, lascito culturale con lascito culturale; come meta sempre più frequentata di visitatori, desiderosi di osservare questi privilegiati depositari di arti secolari, mentre operano sulle varie materie con i loro vecchi strumenti, o propongono le loro fantasie gestuali, i loro giochi di parole e di suoni.

Portatori di un sapere antico, talora millenario, gli operatori raccolti a Cison di Valmarino per la Rassegna danno ennesima dimostrazione di come sia inadeguata e impropria e inutile la distinzione tra artigiano e artista e di come fosse più vicino al vero il serravallese Alessandro Citolini (1500 ca. - 1584), quando distingueva tra scienza conoscente e scienza agente, attribuendo a quest’ultima - la scienza dei contadini e appunto, degli artisti – una dignità e un’importanza non inferiori a quella dei filosofi e dei letterati.

L’arte, dice Dante, è figlia della natura.
Quella del contadino sollecita, aiuta, orienta la natura a dare i suoi frutti, ne corregge l’immagine, traccia sui paesaggi segni umani, fasci suggestivi di linee – filari,vigneti, solchi … - che la guidano a dare il meglio di sè.
Quella dell’artista/artigiano ne utilizza gli elementi primi – l’aria, l’acqua, la terra, il fuoco – e i frutti, per integrare l’opera ed assicurare all’uomo, con i suoi prodotti, condizioni di vita degne.

Collaboratore della terra, il contadino è ad essa legato e ne riflette la staticità. Egli sta sulla terra.
L’artigiano, invece, si muove. Egli prima cerca e seleziona le materie del suo lavoro, poi, ad opera compiuta, cerca le persone e i luoghi ove smerciare i suoi prodotti. Per lui la terra è spazio di ricerca e di mercato, ed è essa stessa oggetto di trasformazione. Il quotidiano andare dell’artigiano ha creato nei secoli le strade; lungo le strade si sono aperte botteghe; ai capi delle strade si sono formati le piazze e i mercati, e attorno ad essi i borghi, i paesi, le città. Gli uomini delle botteghe, per rendere più razionale ed utile il loro lavoro, si sono associati, ed hanno assunto via via peso e potere politico, dando vita a quel grande sistema di pubbliche istituzioni – si pensi, per fare solo un’ esempio, ai comuni – da cui è nata e su cui si fonda la civiltà moderna.

La strada e il paese, quindi, come metafore e come documenti di storia. La strada metafora del vivere; il paese, metafora del vivere civile; l’una e l’altro documenti della storia e dell’ uomo e, nelle forme che oggi possiedono, delle ragioni e dei modi della crescita e dello sviluppo della società che fa capo ai tempi in cui viviamo.

E’ su questa traccia, io credo, che si deve leggere la sia pur breve storia della Rassegna “Artigianato Vivo” di Cison di Valmarino, che negli anni ha assunto a propria sede l’intero paese, distendendosi lungo una catena di strade, dove gli artigiani propongono i mirabili prodotti della loro arte.

Una catena, cioè un insieme di percorsi coordinati per raggiungere la meta comune. Che è l’impostazione corretta della stessa metafora: anche la vita, come la strada, è un segmento, che ha bisogno degli altri segmenti – quelli che vengono (da dietro, dal passato) e quelli che vanno (avanti, verso il futuro) – per condurre a destinazione.

Così i visitatori, a Cison di Valmarino, potranno insieme ammirare e riflettere, e trarre dalla visione dell’arte degli artigiani di oggi il gusto del presente, la lezione vera e positiva del passato e ragioni profonde di fiducia nell’avvenire.

Aldo Toffoli

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