2011 - Mario Pozza

L’artigianato è più attuale che mai. In un momento di grandi sconvolgimenti, di importanti cambiamenti e continue innovazioni tecnologiche, l’intelligenza creativa di quanti producono manufatti di qualità caratterizza un territorio. E’ una marcia in più per la competitività della Marca Trevigiana, merito di coloro che tramandano tradizioni capaci di rinnovare nella modernità i valori di una cultura del lavoro che ha fatto grande l’Italia.

La 31° edizione di Artigianato Vivo è la testimonianza di questa grande cultura del fare e della volontà di valorizzare le specificità artigianali che sono il vanto e la ricchezza della nostra terra. E’ la dimostrazione della vitalità e della capacità di molti artisti eredi di una illustre tradizione.

La tutela della creatività, dell’arte del fare, dell’educazione al bello devono essere un obiettivo a cui tendono le istituzioni e gli enti, poiché sono sinonimo di appartenenza ad una collettività ricca di storia. Se è indispensabile tutelate la trasmissione del sapere per preservare la memoria storica e il nostro patrimonio, a maggior ragione è necessario offrire occasioni di visibilità a quest’arte fatta di tradizione ma anche arricchita e innovata da originali e moderne interpretazioni.

A queste attività è necessario dare spazio, occorre consentire che vengano insegnate, diffuse, riconosciute affinché anche le aspirazioni occupazionali dei giovani possano essere soddisfatte da una più attenta considerazione e valorizzazione delle potenzialità offerte dall’artigianato.

Un modello di lavoro che fonda le radici nella tradizione ma è all’avanguardia sui mercati internazionali con produzioni di elevato contenuto tecnologico. Quando si visitano mostre come Artigianato Vivo si capisce che la parola artigiano non a caso è costruita con la parola “arte”, che il confine tra artistico e arte è un confine molto esile. Qualche volta la sola differenza individuabile è che l’oggetto creato dal maestro artigiano non è solo l’opera di cui si ammira l’estetica, ma ha una sua precisa funzione: un mobile, un vaso, un oggetto d’uso.

La mostra rivendica il primato della manualità che è in grado di realizzare il prodotto unico e irripetibile, rappresentativo di tante realtà culturali, indicatore della qualità della vita. Fare l’artigiano è un mestiere che non si impara solo a scuola: la formazione avviene anche sul campo mediante l’osservazione diretta dei maestri che lavorando un materiale povero lo arricchiscono di una secolare tradizione che, nelle botteghe artigiane viene perpetuata e giorno per giorno rinnovata.

E’ guardando al passato che, quasi sempre, si trova memoria di ciò che siamo e il coraggio di affrontare le sfide che il futuro ci propone. Un passo indietro per progettare il proprio presente, per crescere, affinare le proprie conoscenze, acquisire abilità per affrontare e vincere la battaglia quotidiana della vita.

Mario Pozza
Presidente Confartigianato Marca Trevigiana

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